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SguardoVerde
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martedì, 19 agosto 2008 Non chiedetemi perché, ma capita anche a noi ragazze in carriola di sentirci molto sole. Capita quando è domenica e, dopo aver girato tre edicole e averle trovate chiuse, si torni a casa dopo venti minuti ma con una copia sfolgorante di Repubblica in mano. E nessuno a cui raccontare l'impresa. Perché, insomma, sopravvivere al ferragosto qui non è cosa facile. Anche se Milano, così sperduta e vuota, poi finisci un po' per amarla. Perché è come se riservasse proprio a te certe sue strade sconosciute, come se facesse finta di niente mentre il resto va a rotoli. Come se tutti fossero a una festa e si sono dimenticati di invitarci. Capita, dicevo, che a forza di resistere a tutto ci si senta mancare la terra sotto ai piedi. Si pianga un po', perfino, con in mano il cellulare ma senza il coraggio di chiedere aiuto. "Non ti piangere addosso!", gridava oggi mio padre da un'altra stanza, mentre ero al telefono con mia madre. Come diavolo faceva a sapere che ero intenta a praticare il mio sport preferito? Comunque. Se gli amici latitano, o sono intenti anche loro a piangersi addosso ma dall'altra parte della vostra città (e sono troppo pigri per condividere con voi tanto spleen), la cosa migliore da fare è rifugiarsi in un po' di sana cultura pop.
Niente roba da fighetti che mi piace tanto, per oggi. Cibo: Pringles rigorosamente Originals, Becks 50 cl, zucchine discount pagate 50 cents causa bilancia fallata, robiolino doppio in offerta 1,90 cents, stelline al pomodoro che non mi vengono mai come le faceva la nonna Musica: la struggente canzone dello spot "Comete gioielli" che ho scoperto essere una vecchia hit di Claudio Villa; qualsiasi cosa di Gino Paoli; trash estivo targato Mtv (Marrakash, Giusy, cose così) Tivi: Olimpiadi, qualunque disciplina (non nascondo la mia infatuazione per clemente russo da marcianise e per quelli della sciabola che non sono Montano, vedi alla voce Occhiuzzi, Pastore e Tarantino). Ma anche Gossip Girl: noi orfane di Carrie Bradshaw forse non avevamo bisogno di melense storie adolescenziali come queste, ma di un po' di Manhattan, bei vestiti e tagliente ironia forse sì. Libro: "Second Hand", scrittura media ma storia di ciarpame strabiliante, ho desiderato intensamente riappropriarmi della scatola di Twinings arancione dove la nonna metteva i fili di cotone per cambiare i bottoni, e anche quella dove metteva i bottoni. E il vassoio nero con i fiori rossi dipinti a mano, e la confezione dei Ritz degli anni Cinquanta sempre usata per metterci il pangrattato. Ma anche"La solitudine dei numeri primi": d'accordo, non è il genere di libro che leggerei normalmente. Ma tutto è nato perché ho sognato che incontravo questo Paolo Giordano (mostruosamente il mio tipo) alla fiera del libro di Torino, lui mi firmava un romanzo sbagliato e allora nasceva un inseguimento da commedia americana con tanto di happy end e baci sotto la mole. Mi sono sentita in dovere di ricambiare tanta intimità spendendo nove euri per lui al Libraccio. Web: A quanto pare è in voga mettere imbarazzanti foto altrui su Facebook. Che poi è un'ottima punizione per gli amici latitanti. Se ne ricordi chi ha la coda di paglia.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 00:22 |
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libri, casa, nonsense, trash, sogni, milan, ordinary life, autocritica, sdrammatizziamo, sex and the city, vita da precaria giovedì, 15 maggio 2008 Mezza vaschetta di gelato dulce de leche per capire che l'etichetta "gusto dell'anno" è stata apposta con ragione dagli esperti marketing della Algida. Una decina di asparagi bolliti per provare che i fornelli di Renzo Piano servono anche a cucinare. Un vasetto di activia avena e noci per darsi un tono guardando Lost. E fortuna che domani inizio ufficialmente il mio allenamento per la mezza maratona.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 23:35 |
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casa, trash, milan, primavera, ordinary life, palestra, sdrammatizziamo giovedì, 10 aprile 2008 Una vorrebbe aver fatto meglio i suoi calcoli, vorrebbe averci capito qualcosa di espressioni ed equazioni e algebra quando aveva il maldipancia il lunedì, ché c'era matematica alla prima ora. Perché poi finisce che una si costruisce una vita, legge dei libri e fa delle scelte. Tra queste, la più ferale: vuole circondarsi d'uomini pieni d'acume e intelligenza. Cosa importa degli addominali se hai letto tutto Proust? Che me frega della forza bruta se sei un fanatico del cinema d'essai? E allora via, a inseguire occhialuti intellettuali sciantosi radicalscic registi in erba ricercatori sfasciati giuristi pentiti scrittori mai pubblicati. E' che poi la vita, inevitabilmente, ti porta davanti ad altre domande. Tipo, cosa farsene dell'acume quando fuori piove e dentro ci sono scatoloni da trasportare o da riempire con padelle e bicchieri incartati uno a uno? Cosa resta dell'intelligenza quando ti trovi a dover scegliere tra venti modelli di rubinetti da lavello, cinque diverse assi del cesso, quarantacinque sfumature di colore per un pensile ignudo? Ecco che, tutto a un tratto, una vorrebbe aver sposato un traslocatore. Ma non è mai troppo tardi per porre rimedio ai propri errori di gioventù. E, in attesa di essere salvata dal camionista della porta accanto, mi delizio guardando la sua versione vip.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 12:31 |
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casa, trash, ordinary life, sdrammatizziamo, trasloco lunedì, 10 marzo 2008 La mia vita è deteriorata irreversibilmente e me ne accorgo addentando l'ennesima galletta al polistirolo. Dicono sia riso soffiato pressato, ma io so che è solo polistirolo avanzato dagli uffici: lo riconosco dal sublime sapore di niente che mi gonfia lo stomaco a fine giornata. Ed è così, addentando l'ennesima galletta al polistirolo, che mi scopro a guardare con un barlume di lussuria negli occhi le immagini Francesco Facchinetti che scorrono in televisione. Sì, perché oggi ho deciso di toccare il fondo. Alle nove la redazione è deserta. Ci sono solo io, il linoleum che si stacca dal pavimento e due pacchetti di gallette di riso. Non voglio sapere perché Morgan abbia accettato di partecipare a Ics Factor, anche se intuisco che è qualcosa che ha a che fare con debiti di droga e dissolutezza. Quel che voglio sapere, adesso, è: perché io lo sto guardando? Intuisco che è qualcosa che ha a che fare con mancanza di droga e troppa poca dissolutezza. E allora mangio un'altra galletta, mi metto comoda in poltrona e decido di smetterla di farmi domande di cui, in realtà, non ho nessuna voglia di conoscere le risposte.
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 21:49 |
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Cialtronerie in salsa neo romantica |