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SguardoVerde
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sabato, 20 giugno 2009 Sul comodino lascerò la sveglia comprata all'Ikea, quella che non ha mai davvero funzionato e che adesso segna perennemente le 22.36. Mi guarderò un po' attorno e mi chiederò: in che cosa ho sbagliato? Forse nel lasciare intatte, nella borsa dei trucchi, le compresse di Tavor bianche come quelle che prendeva mia nonna. Lei mi manca quando diventa del tutto inevitabile che le cose giungano a una fine. Con lei se ne è andato il senso del ritorno a casa, perché non posso più inventarmi nuovi modi per eludere le sue domande o distrarla mentre mia sorella apre la dispensa di legno scuro per tirarne fuori scatole di cioccolatini ancora sigillate. E a volte capita che ci veda un suo disegno in tutto questo. Me la trovo davanti che si pettina i capelli perché fra poco arriva la signorina della Comunione, mi prende per un braccio e dice: "Non c'è proprio niente che mi devi raccontare?".
partorito dalla mente perversa di mimidef
alle 15:58 |
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commenti (5)
casa, bologna, palermo, distanza, trasloco, vita da precaria |
Cialtronerie in salsa neo romantica |