Potrei annoiarti per ore con quelle storie di quando eravamo bambini, ma allora annuseresti il mio disagio perché sai che è l'imbarazzo a farmi straparlare, il più delle volte. Per questo, adesso, non dico niente. Guardo fuori dal finestrino e vedo righe bianche sbiadite sull'asfalto, chiudo gli occhi mentre alzi il volume dello stereo e dentro c'è il cd che credevo di aver perso. Ci credo quando affermi, un po' scherzando e un po' no, che siamo tutti soli a intermittenza. E anche se adesso dovesse arrivare il mio turno, non te ne vorrei. O almeno non per sempre.