Il fatto è che voleva essere, anche lei e finalmente, al centro degli eventi. Cercava un taglio di capelli appropriato e un libro dalla copertina accattivante. Lo avrebbe sfoggiato quella sera in treno, leggendolo ostentatamente davanti al pendolare occhialuto ed efebico. Non sapeva a che pensare e allora pensava a lui. Ai suoi occhi piccoli di cui non distingueva il colore. Alle sue telefonate a bassa voce e ai polsi sottili e senza orologi. Se avesse potuto, gli avrebbe raccontato dell'orrore che le trasmetteva quel treno. Di quella volta che aveva desiderato graffiare i finestrini e spezzarcisi le unghie, mentre le solite due donne sfogliavano riviste e fingevano noncuranza. C'è qualcosa in te che mi distrugge, aveva pensato una volta, che mi salva e mi confonde. E anche se non sapeva esattamente cosa fare, quel giorno le parve giusto andarsi a sedere più lontana. In un posto dove il suo taglio di capelli si sarebbe confuso con altri venti, in una massa vitale eppure silenziosa.