hit counter html code


SguardoVerde

martedì, 05 agosto 2008

Trilogia d'agosto

Casa
Mi tolgo le scarpe, tiro fuori dal frigo il vino bianco avanzato e lo verso in un bicchiere. Non so a cosa pensare: ai quotidiani ammucchiati alla base del letto, alle email alle quali rispondere, a quelle che non sono mai arrivate. Ho ancora gli orecchini addosso quando mi infilo sotto la doccia. Guardo le gocce che cadono dalle dita, mi ricordo che devo innaffiare le piante, studio con preoccupazione la circonferenza del mio addome. Ed è improvvisamente lontano il tempo in cui pensavo a me stessa come a qualcosa per cui valesse la pena tutto questo.
Lavoro
A lavoro, oramai, si parla solo di ferie. Quando le hai fatte o quando le farai, meglio Ostuni o Vulcano? Non dimenticare la crema solare anticellulite, e pensami ogni tanto. Io, che in ferie non sono andata e non ci andrò, rispondo con voce di circostanza e fingo fatalismo: "A ottobre, chissà, e poi qui ad agosto è il paradiso!". Quando dico le bugie mi si forma una strana smorfia sul viso, ma l'interlocutore medio non se ne accorge. E la mia vita sociale è salva.
Me
Se è estate non me ne sono accorta prima di qualche giorno fa, quando ho ritrovato l'amato cruciverba di Bartezzaghi sulla Repubblica. Per il resto, potrebbe essere inverno e io potrei essere ovunque, ibernata nell'aria condizionata che esce da un bocchettone ostruito. Trattengo il respiro e spero che si consumi il più velocemente possibile: agosto, la distanza che ci divide, questo dolore che divoro senza digerire.
partorito dalla mente perversa di mimidef alle 23:38 | link | commenti (2)
cuore, casa, milan, ordinary life, distanza, vita da precaria





Cialtronerie in salsa neo romantica