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SguardoVerde

giovedì, 21 febbraio 2008

Il principe di Salina

Le palpebre, incollate. Dietro un mare di inquietudine e insensatezza. Perché è il momento in cui la fantasia onirica si confonde con le cose fatte di carne, sangue, vetro e plastica e pattume. Le cose vere, insomma. Il fatto è che mi sveglio senza la solita tachicardia, forse perché fino a qualche minuto prima lui era seduto sul sedile anteriore del taxi. E' il fratello del conducente e io passeggera accanto a una suora-giornalista. "L'esame non l'ho passato", mi dice piano. E subito penso quanto è gentile, questo che contemporaneamente è e non è l'ex fidanzato di una mia amica. Forse perché hanno lo stesso taglio di capelli. Succede che io e la suora arriviamo a destinazione, ma si tratta della casa del mio compagno di scuola delle elementari, quello che abita vicino all'aeroporto di Punta Raisi. Gli amici ammiccano quando ci vedono passare, poi improvvisamente vanno tutti a prendere qualcosa in cucina. "Voglio essere abbracciato", mi dice il fratello del tassista, che si rivela poi essere il principe di Salina. Ma il sogno dev'essere diventato troppo stucchevole, perché improvvisamente io rido e interrompendolo gli chiedo: "dove diavolo sei stato per tutto questo tempo?".

partorito dalla mente perversa di mimidef alle 21:41 | link | commenti (23)
nonsense, sogni





Cialtronerie in salsa neo romantica